La performance su pelle
LineaPelle Milano 2026 – Padiglione 3, Stand N28–30
Con Albero Capovolto, Gennaro Vallifuoco trasforma la pelle in spazio simbolico e luogo di rivelazione. L’opera nasce come azione dal vivo: il gesto pittorico prende forma davanti al pubblico, attraversando la materia e rendendo visibile un’immagine arcaica e universale.
L’albero rovesciato è un simbolo antico, presente in molte tradizioni spirituali e filosofiche: dalla cultura vedica e buddhista fino alla riflessione di Platone e alla simbologia cristiana.
Fin dalle origini, esso rappresenta il principio cosmico del quale l’uomo percepisce soltanto la parte manifesta. La dimensione essenziale, nutritiva, rimane invisibile.
Con le radici rivolte verso l’alto, l’albero attinge energia dalla sfera celeste; dai rami e dalla verzura protesi verso il basso discendono tra gli uomini i raggi del divino. Si configura così un movimento verticale continuo: dall’alto al basso, dal trascendente al terreno, in un ciclo di trasformazione e rinnovamento.
Nella performance, questo capovolgimento diventa gesto concreto. La pelle — materia identitaria, superficie viva, memoria del corpo — accoglie l’immagine dell’albero come metafora di un’energia che si trasforma.
La parte visibile dell’opera è solo la soglia. Ciò che sostiene e nutre rimane oltre lo sguardo, ma ne determina la forma.
Albero Capovolto diventa così simbolo di connessione tra i diversi piani dell’esistenza: tra radice e cielo, tra invisibile e manifestazione, tra passato e futuro.
Nel contesto di LineaPelle, la materia produttiva si fa linguaggio spirituale, e il gesto dell’artista restituisce alla pelle una dimensione di elevazione e prosperità.
Performance on Leather
Lineapelle Milano 2026 – Hall 3, Stand N28–30
With Inverted Tree, Gennaro Vallifuoco transforms leather into a symbolic space — a site of revelation.
The work unfolds as a live action: the painted gesture takes shape before the audience, moving across the material and bringing forth an archaic, universal image.
The inverted tree is an ancient symbol found in many spiritual and philosophical traditions — from Vedic and Buddhist cultures to Plato’s thought and Christian symbolism.
Since antiquity, it has represented the cosmic principle of which human beings perceive only the visible part. The essential, life-giving dimension remains unseen.
With its roots turned upward, the tree draws energy from the celestial sphere; from its branches and foliage extending downward, rays of the divine descend among humankind. A continuous vertical movement emerges — from above to below, from the transcendent to the earthly — in an ongoing cycle of transformation and renewal.
In the performance, this inversion becomes a tangible gesture.
Leather — a material of identity, a living surface, memory of the body — receives the image of the tree as a metaphor for transforming energy.
What we see is only the threshold.
What sustains and nourishes lies beyond sight, yet determines the form.
Inverted Tree thus becomes a symbol of connection between different planes of existence: root and sky, invisible and manifestation, past and future.
Within the context of Lineapelle, productive material turns into spiritual language, and the artist’s gesture restores to leather a dimension of elevation and prosperity.