Tra Solofra (AV) e Milano racconti d’arte sulla pelle
La Fondazione De Chiara De Maio è stata protagonista di un ampio approfondimento pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno, dedicato al progetto che mette in dialogo Solofra (AV) e Milano attraverso la pelle intesa come linguaggio artistico, memoria culturale e materia viva.
L’articolo racconta una visione precisa.
Non la pelle come semplice materiale produttivo.
Ma come racconto, identità e ricerca contemporanea.
La pelle come patrimonio culturale
Il progetto nasce da una riflessione profonda:
la pelle non è solo industria, ma cultura.
Solofra (AV), con la sua tradizione conciaria plurisecolare, rappresenta un luogo simbolico.
Milano diventa invece spazio di apertura, sperimentazione e confronto.
In questo dialogo tra territorio e contemporaneità, la Fondazione propone una lettura nuova della materia.
Una lettura che unisce:
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arte visiva
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memoria storica
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innovazione tecnologica
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ricerca universitaria
La performance di Gennaro Vallifuoco
Tra i momenti centrali raccontati nell’articolo vi è la performance di Gennaro Vallifuoco.
L’artista ha lavorato direttamente sulla pelle, trasformandola in superficie narrativa.
Non un semplice supporto.
Ma una materia che accoglie il gesto pittorico e lo restituisce come esperienza.
L’opera Albero di limoni su pelle diventa così simbolo di radicamento e trasformazione.
Un ponte tra tradizione artigiana e visione contemporanea.
Arte e Intelligenza Artificiale
Accanto alla performance artistica, il progetto include una sezione dedicata all’Intelligenza Artificiale.
Le opere digitali ideate da Gerardo A. Russo esplorano il rapporto tra immagine, memoria e materia.
La pelle viene reinterpretata attraverso linguaggi tecnologici avanzati.
Inoltre, la collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno rafforza la dimensione scientifica del progetto.
Ricerca, didattica e innovazione entrano così nel racconto culturale della tradizione conciaria.
Tradizione e innovazione: una visione integrata
Il cuore dell’articolo è chiaro.
La Fondazione De Chiara De Maio non si limita a valorizzare il passato.
Al contrario, costruisce un percorso che:
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tutela la memoria storica di Solofra (AV)
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dialoga con il presente
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sperimenta nuovi linguaggi
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apre prospettive future
La pelle diventa quindi narrazione.
Diventa identità.
Diventa visione.
Una risonanza nazionale
La pubblicazione sul Corriere del Mezzogiorno conferma la rilevanza nazionale del progetto.
Non si tratta solo di una partecipazione espositiva.
Si tratta di un modello culturale.
Un modello capace di unire:
territorio, arte, industria, università e tecnologia.
Ed è proprio in questa integrazione che la Fondazione riconosce la propria missione:
restituire alla pelle una dimensione simbolica, culturale e contemporanea.